LUCA VALERIO
Sparire perché rimanga Cristo
Le parole del Vescovo Domenico in occasione delle ordinazioni diaconali e presbiterali 2025
“Sparire perché rimanga Cristo”: queste parole, pronunciate da Papa Leone XIV a poche ore dalla sua elezione, hanno fatto da comune denominatore sia all’ordinazione presbiterale di don Riccardo Pettene (31 anni), lo scorso 10 maggio, sia alle ordinazioni diaconali di don Francesco Leso (43 anni), don Cristian Oneta (26 anni), don Simone Sordo (39 anni) e don Federico Zandomeneghi (34 anni) il 13 settembre.
Il Vescovo mons. Domenico Pompili ha celebrato entrambe le ordinazioni in Cattedrale, insieme agli educatori, ai parroci e a diversi preti che hanno accompagnato gli ordinati nei diversi anni del cammino formativo. In modo particolare, in entrambi i momenti, ha colpito la presenza di assemblee numerose, fatte di parenti, amici e molti giovani che hanno voluto accompagnare questi cinque seminaristi nelle ultime tappe del loro percorso.
Nell’ordinazione presbiterale di don Riccardo, il Vescovo ha fatto riferimento alle caratteristiche del Buon Pastore, evidenziate da Gesù nel Vangelo della IV domenica di Pasqua, ma che sono in fondo le caratteristiche di Cristo stesso, a cui il cristiano, e il presbitero in parti-colare, è chiamato a conformarsi sempre più. Anzitutto la voce di uno che «è pastore proprio in quanto agnello». Così anche il prete «più che un leader o un superman, diventa un “guaritore ferito”», un uomo che conosce e assume la «propria vulnerabilità e fragilità». Inoltre, il Buon Pastore è caratterizzato dalle mani che ci permettono di «entrare in contatto». In «una cultura digitalizzata, dove siamo sempre connessi, ma spesso senza relazione», il prete è chiamato a diventare una persona «che ha tatto e cerca il contatto». Infine il Vescovo Domenico, tornando sulla prima omelia di Papa Leone, ha invitato don Riccardo a fare sempre più spazio a Dio, «fino quasi a scomparire» e a spendersi fino in fondo perché «a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo».
Proprio queste parole di Mons. Domenico sono vicine anche all’augurio da lui rivolto ai quattro nuovi diaconi, ordinati lo scorso settembre e che stanno ora vivendo l’ultimo anno di cammino del Seminario nelle parrocchie in cui sono stati mandati. Il Vescovo ha sottolineato come questo sparire perché Cristo rimanga promuova «non la ricerca di sé, ma il servizio; non l’autopromozione, ma l’abbassamento; non la contrapposizione, ma il dono». Inoltre, questo compito del diacono e del presbitero, può essere una vera e propria «fatica di sparire per gli altri» e produrre anche stanchezza. Questa sofferenza tuttavia «non è il nostro nemico, ma un segno che stiamo dando tutto noi stessi», senza l’illusione di poter girare attorno alle difficoltà o scaricarle sugli altri, affinché solo Lui rimanga. «Vi auguro, dunque, di faticare, di sudare, di stancarvi non per voi stessi, ma per gli altri»: un invito che può essere rivolto anche a ciascun cristiano impegnato nelle diverse realtà di Chiesa e di vita quotidiana in cui vive. Sparire perché rimanga Cristo!

