RUGGERO DE ANGELIS

Gli altri sono l’inferno o una palestra di vita?

Le parole del Vescovo Domenico in occasione delle ordinazioni diaconali e presbiterali 2025

Vivere insieme è una costante del cammino formativo verso il presbiterato, ma è anche un’arte complessa che nasconde fatiche e rivela enormi potenzialità di crescita. La vita comunitaria, specialmente in un contesto formativo come il Seminario, è una fucina di relazioni intense, un ambiente dove le dinamiche interpersonali vengono messe continuamente alla prova. Se da un lato essa offre un banco di prova essenziale per la futura missione, dall'altro impone sfide quotidiane profonde. Quest'anno, il cammino è iniziato con il tema centrale de "La vita fraterna". In queste righe proveremo a dar rilievo a tale tema attraverso una breve intervista fatta a tre seminaristi, ciascuno con una storia e un passato differente.

Raccontaci in poche parole la tua esperienza di vita comunitaria fin qui vissuta.

Samuele F Conosco la vita comunitaria dall’anno scorso, in cui ho vissuto l’anno propedeutico in Casa San Giovanni Battista. La comunità è stata per me un pilastro essenziale per il mio discernimento.

Andrea P La mia esperienza di vita comunitaria è abbastanza lunga, poiché entrai in Seminario Minore nell’anno 2015/2016. Sono stati undici anni ricchi di esperienze, di volti incontrati e di continua crescita umana e spirituale.

Andrea M Negli ultimi quattro anni sono stato in Perù con l’Operazione Mato Grosso, prima in un internato di falegnameria, e poi nel Seminario diocesano per i primi due anni di formazione.

Quali sono le difficoltà della vita comunitaria e quali invece i suoi punti di forza?

Samuele F Le difficoltà che ho incontrato nella vita comunitaria riguardano principalmente l'adattamento ai ritmi della comunità stessa. Inoltre, può essere impegnativo gestire la differenza di caratteri tra le persone, il che talvolta può generare difficoltà e incertezza nell'aprirsi al prossimo. Un altro aspetto è la mancanza della famiglia o degli amici che si vedevano ogni giorno, sostituita da nuovi fratelli con cui si condivide l'intero anno. Ciò che arricchisce la vita comunitaria in seminario è proprio il fatto che ogni settimana è diversa: le attività e i servizi condivisi permettono di creare e rafforzare i legami di fratellanza tra i compagni.

Andrea P Penso che uno dei rischi della vita comunitaria sia quello di etichettare l’altro usando i propri schemi e la propria visione del mondo. Un punto di forza della vita in comunità, invece, è la necessità di ripensarsi ogni giorno nella relazione con l’altro. Grazie a questo, la vita comunitaria offre al seminarista l’occasione di allenarsi in questa “ginnastica relazionale”, una pratica che porterà avanti per tutta la vita.

Andrea M L'essere tutti diversi l'uno dall’altro porta inevitabilmente a scontrarsi con i caratteri e le abitudini degli altri. Allo stesso tempo si impara a conoscere meglio se stessi e a farsi vedere dagli altri per ciò che si è.

Vita comunitaria e vita fraterna non sono sinonimi. Far parte di una comunità non vuol dire necessariamente che ci sia fratellanza con le persone con cui si vive. Quali sono alcuni elementi essenziali perché la vita comunitaria sia veramente una vita fraterna?

Samuele F Un elemento importante penso sia pregare insieme. La condivisione della preghiera offre un legame anche spirituale. Un altro aspetto importante è la continua disponibilità nel voler condividere la propria vita.

Andrea P Il primo elemento che mi viene in mente è la capacità di un reale ascolto che non abbia la pretesa di cambiare la realtà secondo i propri canoni, ma accogliendo l’originalità di ciascuno, donandosi all’altro in maniera sempre nuova. Accanto a questo serve una buona scorta di pazienza, sia per rinnovare sé stessi ogni giorno sia per conoscere veramente gli altri con cui si vive.

Andrea M Non penso possa esserci fraternità senza sincerità e trasparenza. Per vivere bene e in modo fraterno all’ interno di una comunità penso sia importante mostrarsi sempre per ciò che si è veramente, Insistendo con determinazione nel cercare sempre un punto di incontro con l’altro.

Negli ultimi anni si guarda ai seminari domandandosi quanto sia realmente utile la vita comunitaria nella formazione al presbiterato. Da più parti sono arrivate proposte di far vivere gli anni formativi nelle parrocchie, piuttosto che tutti insieme in una struttura come il Seminario.

Samuele F Ritengo che la vita comunitaria sia fondamentale nel nostro percorso formativo proprio perché il sacerdote è chiamato a stare in mezzo alla gente. L'esperienza di una vita in comunità per il seminarista diventa una scuola essenziale per apprezzare la ricchezza della vita insieme, anche attraverso il superamento delle sfide e degli ostacoli che si incontrano quotidianamente.

Andrea P La vita comunitaria non può mancare nella formazione di coloro che un giorno guideranno una comunità. Il fatto di saper accogliere i cambiamenti, le opinioni diverse e così rinnovarsi ogni giorno, pone il seminarista nella sfidante situazione di dover rivalutare, equilibrare e ritarare la propria mentalità, evitando schematismi inutili che incastrano la realtà nei propri preconcetti.

Andrea M Ritengo la vita comunitaria essenziale durante il cammino al sacerdozio, in quanto il prete sarà poi chiamato a stare con gli altri. In comunità si cresce nel cammino perché soprattutto ci si allena nel vedere i propri limiti e provare ad amare nonostante essi.

In definitiva, la comunità si rivela molto più di un semplice luogo di convivenza: è la palestra in cui si forgia l’uomo. L’impegno quotidiano a non giudicare, a ripensarsi di fronte alla diversità e a superare la tentazione dell’etichetta, trasforma la frizione relazionale in una forza propulsiva. È proprio in questa "ginnastica relazionale" continua che il seminarista non solo si prepara al ministero, ma si costruisce come persona capace di accoglienza radicale. Quando si impara a convivere qui, valorizzando i doni reciproci, si è forse più pronti ad amare e servire anche fuori, là dove un giorno si svolgerà il ministero.

Pubblicato sulla rivista annuale Il Seminario, numero 204, anno 2026