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Verso la vita buona del Vangelo


“Quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù, ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4,8)

Tassello dopo tassello, incontro dopo incontro il nostro mosaico sta prendendo forma. Il risultato finale che questa offerta formativa propone è quello di giungere infine a quel ben-pensare conforme a ciò che Gesù stesso ha insegnato a noi suoi fratelli. In questo ci aiutano le parole di San Paolo (purezza, verità, onorabilità, nobiltà, giustizia) trasportate nella nostra quotidianità e nel nostro essere adolescenti e giovani. Siamo partiti da qui l’ottobre scorso, grazie al dott. Amedeo Bezzetto, siamo entrati dentro di noi alla scoperta del “sé, io e me” le tre parti che costituiscono la nostra personalità (la persona nella sua interezza, l’idea dell’io persona che si guadagna attraverso l’esperienza e la consapevolezza personale di ciò che sono). Dobbiamo lavorare su noi stessi da subito perché è la nostra che salderà i vari comportamenti in un'unica forma che costituirà il nostro io futuro. Motore potente che alimenta questa fucina è l’amicizia perché solo tramite le relazioni vere possiamo essere noi stessi. La purezza ci fa pensare al tema dell’affettività che infatti costituisce la protagonista degli incontri riguardanti questa parola. Con noi c’era il dott. Giuseppe Spimpolo che ci ha fatto scoprire un “sesto senso” che è la nostra capacità di riconoscere nella nostra vita il bello delle persone come dono e non come oggetto del nostro egoismo; parte costitutiva di questo senso è appunto l’affettività. La verità è alla base di ogni relazione e deve essere ciò a cui ogni informazione deve puntare soprattutto in questo mondo in cui i social media sono così preponderanti. Un giornalista di Telepace Roberto Zoppi ci ha dimostrato quanto soggettivo sia ogni articolo, ma quanto vera debba essere questa soggettività evitando in qualsiasi modo la falsa notizia che porta soltanto malessere. Infine il nostro percorso ci ha portati a confrontarci con l’onorabilità: in questo ambito sono stati invitate tre persone impegnate in politica (grazie al coordinamento di don Renzo Beghini) per dimostrarci che questa realtà non deve essere per forza corrotta come capita di pensare, ma un luogo dove donare sé stessi per il bene della comunità. Abbiamo così messo le basi della nostra crescita verso la vita buona del Vangelo.


Luca Gironda,

V liceo

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