• Seminario Verona

La vocazione sacerdotale e il Seminario oggi

Seminaristi ed educatori dentro un cambiamento d’epoca, tra comunione e paternità.


Nelle settimane scorse, ci siamo ritrovati come educatori e vescovi del Triveneto per un momento di formazione e confronto. Momento centrale la riflessione dell’arcivescovo messicano Jorge Carlos Patrón Wong, segretario per i Seminari della Congregazione vaticana per il Clero. Mettendo insieme la sua decennale esperienza e le linee fondamentali della nuova “Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis” ci ha consegnato degli spunti davvero profondi e sui quali lavorare.

Come prima cosa ha affermato che il seminario, nelle sue diverse articolazioni e comunità, è chiamato a fornire un’opera di formazione unica, integrale, comunitaria e missionaria, sapendo però che il cammino dura poi tutta la vita. Siamo prima di tutto discepoli di Gesù e non dobbiamo mai smettere di esserlo, a qualunque età e in qualunque condizione di vita.

Alla base di un cammino di discernimento e risposta vocazionale, vi deve essere un importante investimento sulla formazione umana. I seminari devono aiutare e verificare prima di tutto una crescita in questo aspetto ovvero che passo dopo passo si assumano i tratti dell’umanità di Cristo, tra cui stabilità, autenticità, libertà interiore, serenità, capacità di vivere relazioni pacifiche ed equilibrate. Solo una persona con questa maturità può esprimere poi il Buon Pastore, attento alla vita dei fratelli, capace di amore senza confini e di donazione gratuita, appassionato nell’annuncio del Vangelo, compassionevole verso le persone ferite. Tutto questo passa anche dall’opera degli educatori, chiamati ad accompagnare i seminaristi a conoscere loro stessi, nei propri doni e fragilità, superando il rischio dell’autoreferenzialità e del narcisismo. La chiave per questo, ha affermato l’arcivescovo, passa anche dalla disponibilità degli educatori a vivere un contesto di fraternità tra loro e una bella paternità presbiterale con i seminaristi ovvero a «mettersi in gioco e compromettere tutta la vita».

A margine dell’incontro, l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, delegato Cet per i seminari, ha richiamato alcuni dati sulla realtà triveneta. Attualmente sono 11 i seminari maggiori esistenti e 7 i “minori”: nel 2017/18 si contano 198 seminaristi del Maggiore, 41 nell’anno propedeutico, 184 ragazzi nei Seminari Minori. Tutti i dati, confrontanti con i decenni precedenti, mostrano una progressiva flessione. A riguardo, però, l’atmosfera che si è respirata non è di disfattismo o di lamentela, ma di ascolto della realtà e di consapevolezza che tutti si devono sentire coinvolti da questa “sfida”: giovani, famiglie, comunità cristiane, educatori, vescovi, ecc.


don Luca Passarini

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