• Seminario Verona

Pensieri e sentimenti di un presbitero novello. #inognicosarendetegrazie


È la fine, è l’inizio. Così sono tutti quei momenti unici nella nostra vita, nei quali possiamo toccare con mano il mischiarsi della risultanza umana col dono di grazia, che compie un tracciato passato e apre un orizzonte nuovo e luminoso. Sono giorni nei quali lo Spirito ci stupisce nella bella e geniale sintesi dei nostri cammini, del nostro cammino percorso fino ad oggi. Passo giusto dopo passo falso, passo ferito dopo passo guarito, tutta la nostra umanità è stata attraversata e raccolta da quel Soffio che il 19 Maggio ci rende preti. Per questo siamo grati, per questo stiamo imparando la bellezza nel rendere grazie in ogni cosa, del fare Eucaristia in ogni cosa… Perché lo Spirito del Risorto ha penetrato di Vita tutta la nostra storia, tutta la Terra. E così tutta la Terra attende impaziente di diventare Comunione tra Dio e uomo, tra uomo e uomo, tra padre e figlio, tra fratello e sorella.


In questi giorni non possiamo non riconoscere come questo passo sia stato reso possibile da tutti quegli incontri vissuti nella nostra vita, che ci hanno permesso di tessere i lineamenti sfumati di un volto bello di Chiesa: un volto umano, al quale desideriamo appartenere, nel quale respiriamo la libertà del donarsi per amore. Non per ultimi i fratelli e gli educatori del seminario, che nella fragile concretezza quotidiana hanno impresso una direzione forte a questa strada, facendoci scoprire un po’ di più chi siamo e l’uomo che il Signore ha visto in ciascuno di noi.

Il 19 maggio è la festa della Chiesa, benedetta dal riaffermarsi di un Dio che non smette di prendersi cura e di donarsi all'uomo. Un Dio che non smette di affascinare come Pastore bello che conosce e chiama le sue pecore, ciascuna per nome.


don Pietro Busti, VI teologia

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