Il percorso “Cenacoli… alla ricerca della felicità”

Kids in motion of running on green field in summer time

Cenacoli… alla ricerca della felicità

Percorso per ragazzi e ragazze di quinta elementare

 

PRESENTAZIONE DEL PERCORSO

 

Verso la vita buona del Vangelo

Gli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il decennio 2010-2020 hanno come titolo Educare alla vita buona del Vangelo. I vescovi hanno, infatti, messo al centro dell’attenzione l’arte dell’educazione come missione permanente della Chiesa e sfida culturale dell’oggi. Come famiglie e come comunità cristiana siamo chiamati ad essere alleati nell’educare alla vita buona del Vangelo a partire da due certezze: che Dio continua a dire il suo “sì” all’umanità e che l’uomo incontrandoLo può scoprire una vita nuova caratterizzata da tutto ciò che è bello, buono e vero[1].

L’orizzonte pastorale della Diocesi di Verona Sale della terra e luce del mondo (2016) individua due attori privilegiati per la Chiesa di San Zeno in questo cammino. L’Azione Cattolica Ragazzi è indicata come percorso differenziato «di formazione ad indirizzo vocazionale missionario[2]». Al Seminario vescovile, soprattutto nella comunità del Minore, viene nuovamente affidato il servizio di evangelizzazione e missione, in particolare nella «pastorale  vocazionale,  orientando  gli  uomini  e  le  donne  del  futuro  verso  il  dono cristiano di sé nell’amore, nelle forme della famiglia o di una vocazione specifica al servizio della Chiesa e del mondo[3]».

La collaborazione tra ACR e Seminario Minore ha portato alla realizzazione di questo percorso che ha come obiettivo specifico il far pregustare la bellezza della vita cristiana perché un ragazzo la possa desiderare e scegliere. Per fare questo si cerca di far sperimentare loro gli elementi principali di questa Via, in particolare:

  • la persona di Gesù, facendolo conoscere sempre più da vicino, con quello che ha vissuto, come ha vissuto, con chi, ecc.
  • la comunità ecclesiale, fatta di adulti e coetanei, sposi e consacrati, che è voluta da Dio come madre, maestra, amica, custode, compagna di cammino
  • scoprire con Cristo e con la Chiesa che la nostra esistenza non è avvolta nel caos o destinata al nulla, ma custodita da una Promessa e accompagnata da una Parola
  • far cogliere la vita di ogni ragazzo come un dono che è ancor più prezioso e bello se non viene tenuto per sé ma condiviso

 

La partenza: i ragazzi e le loro domande

Un detto ebraico racconta che in principio Dio creò il punto di domanda e lo depose nel cuore dell’uomo[4].

La proposta di questi incontri nasce proprio da alcune domande che ci siamo posti, insieme, come educatori del Seminario, preti giovani, Centri di Pastorale e Azione Cattolica.

Cosa cerca un ragazzo di 9/10 anni? Quali sono i suoi bisogni e desideri? Quali sono i suoi canali comunicativi? Come vive la fede e il rapporto con Gesù? Che cosa spinge un ragazzo delle elementari o medie, un adolescente a fare scelte “contro corrente” come quella del Seminario o altre?

 

Il tema: la vocazione

Accanto a queste domande riteniamo sia necessario creare un linguaggio comune attorno a una parola che spesso usiamo e che altrettanto spesso viene fraintesa da chi ci ascolta o forse anche da noi stessi: Vocazione!

La vocazione non riguarda solo i preti, le suore, chi è in Seminario o chi desidera entrarci, ma ogni battezzato! Gesù non ha aiutato solo i 12 apostoli a farsi delle domande ma ogni persona incontrata ha avuto la possibilità, guardando a Lui, di intuire qualcosa circa la propria vita.

La vocazione è un’esperienza che accompagna tutta la vita del credente. Certo, ci potranno essere eventi particolari, tappe significative, incontri decisivi, ma la vocazione accompagna tutta l’esistenza. Il credente è sempre un uomo, una donna che ascolta la parola che Dio ogni giorno rivolge alla sua vita e fa della sua vita una risposta a tale chiamata[5].

Le vocazioni ecclesiali sono manifestazione delle incommensurabili ricchezze di Cristo (cfr. Ef 3,8) e, pertanto, devono essere tenute in grande considerazione e coltivate con ogni premura e sollecitudine, affinché possano sbocciare e maturare[6].

La missione della Chiesa è quella di curare la nascita, l’accompagnamento e il discernimento delle vocazioni, in particolare delle vocazioni al sacerdozio[7].

 

La parola chiave: felicità

La felicità, quella piena e vera, è la promessa che il Dio della rivelazione continuamente fa come meta del cammino terreno. Che la si chiami con i termini scritturistici “terra promessa”, “santità”, “regno di Dio”, o altri, è comunque il desiderio di Dio per noi, la vocazione originaria.

La felicità, quella vera e piena, è anche il desiderio profondo di ogni uomo. Diceva Sant’Agostino: «Non si può trovare uno che non voglia essere felice». È ciò che muove ogni essere umano. La vita di ognuno, bambino o anziano, giovane o adulto, credente o non credente è una continua ricerca della felicità. Ma ci chiediamo: è possibile per l’uomo questa felicità? E in caso, dove e come può trovarla?

Diceva papa Francesco al Giubileo dei ragazzi:

La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una ‘app’ che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore[8].

Felicità e vocazione non sono allora nemiche o elementi che si autoescludono vicendevolmente, ma sono le migliori alleate; in particolare la felicità è allo stesso tempo frutto e guida del proprio cammino vocazionale. Infatti i “segni di felicità” che sono nella nostra vita sono indicazioni importanti per orientare la nostra vita verso la felicità vera e piena. Sono parte importante di quel dialogo con il Signore che è la vocazione.

Diceva San Tommaso: «La gioia è causata dall’amore». Dio desidera la nostra felicità e ci dona la possibilità di raggiungerla attraverso i passi della nostra vita che, guidati dalla Parola di Dio, ci rendono sempre più in grado di accogliere l’amore e donare amore, “a sua immagine e somiglianza.”

 

Lo stile: verso un cammino personalizzato

Il partire dal vissuto quotidiano dei ragazzi, dallo stare insieme anche col gioco, dallo scoprire che le domande che portano nel cuore sono le stesse che hanno mosso anche la vita di Gesù può suscitare anche nei ragazzi alcuni interrogativi e aprire un cammino di ricerca.

Le domande, così umane, parole di bambini, spesso le prime, sono la bocca assetata e affamata attraverso la quale le nostre vite esprimono desideri, respirano, mangiano, baciano[9].

Come perno del percorso si è voluto tenere la comunità parrocchiale, grembo materno dentro cui nasce e cresce ogni cammino cristiano e vocazionale. È la parrocchia, con famiglie, pastori, consacrati, laici impegnati nei vari ministeri, che si deve prendere cura di far nascere, crescere, custodire e accompagnare  le domande dei ragazzi e «gli specifici indizi di vocazione[10]». A questa si affianca la Diocesi con la promozione di attività vocazionali specifiche e la condivisione di alcuni elementi che derivano dalla sua tradizione e sapienza. In particolare il Seminario Minore si propone di coordinare e stimolare questa attenzione vocazionale, come protagonista diretto nella realizzazione di alcune iniziative e rendendosi disponibile alla formazione delle comunità e di chi in esse esercita qualche ministero.

Questo percorso prevede una parte generale per tutti i ragazzi e una parte “differenziata” per coloro che hanno desiderio e possibilità di un cammino orientato verso una misura più alta[11]. A questi ultimi verrà anche proposto un cammino personalizzato che, per alcuni maschi, potrà anche vederli entrare nella comunità del Seminario Minore.

Uno strumento: il discernimento spirituale

In modo adatto all’età, si cerca di introdurre i ragazzi nel discernimento spirituale, secondo le indicazioni di papa Francesco:

C’è una scelta che come pastori non possiamo eludere: formare al discernimento. Discernimento di queste cose che sembrano opposte o che sono opposte per sapere quanto una tensione, una opposizione viene dallo Spirito Santo e quando viene dal Maligno. (…) Ritengo che sia bene insegnare loro a discernere, perché abbiano gli strumenti e gli elementi che li aiutino a percorrere il cammino della vita senza che si estingua lo Spirito Santo che è in loro. (…) Quando si è bambini è facile che il papà e la mamma ci dicano quello che dobbiamo fare, e va bene – oggi non credo che sia tanto facile; ai miei tempi sì, ma oggi non so, ma comunque è più facile -. Ma via via che cresciamo, in mezzo a una moltitudine di voci dove apparentemente tutte hanno ragione, il discernimento di ciò che ci conduce alla Risurrezione, alla Vita e non a una cultura di morte, è cruciale. Per questo sottolineo tanto questa necessità. E’ uno strumento catechetico, e anche per la vita. Nella catechesi, nella guida spirituale, nelle omelie dobbiamo insegnare al nostro popolo, insegnare ai giovani, insegnare ai bambini, insegnare agli adulti il discernimento. E insegnare loro a chiedere la grazia del discernimento[12].

 Ad ogni incontro verrà quindi proposto un momento in cui i ragazzi possano ascoltare la voce dello Spirito e cominciare un cammino di discernimento con i sacerdoti o l’equipe. Questa base, comune per tutti, verrà poi approfondita nei momenti differenziati e personalizzati, che da qui prendono l’avvio.

 

I protagonisti: una comunità in cammino

  • Ragazzi e ragazze di quinta elementare ai quali inizialmente viene proposto un percorso “per tutti”, poi diventa un cammino differenziato, un “di più” per qualcuno
  • Genitori, che vengono coinvolti con un incontro specifico e spronati ad essere collaboratori in questo proporre ai ragazzi la vita come “dialogo” con Dio e ricerca della felicità, che loro per primi sono chiamati a testimoniare e incoraggiare
  • Equipe parrocchiale: è la base degli incontri, possibilmente formata da catechisti, sacerdote, educatore AC, giovani collaboratori, seminarista, consacrato/a
  • Sacerdote: è colui che propone e tira le fila, con i ragazzi, l’equipe e i genitori
  • Equipe diocesana: composta da Seminario e A.C. propone il percorso, aiuta nella formazione, gestisce gli incontri diocesani con l’aiuto delle equipe parrocchiali

Dato che non tutte le singole parrocchie potranno predisporre una loro equipe e accompagnare direttamente il percorso, vi saranno anche percorsi paralleli a livello diocesano e zonale.

La modalità: un’esperienza di Chiesa

Il percorso prevede quattro incontri di un’ora circa ciascuno da vivere in parrocchia e un incontro diocesano di una giornata; inoltre due week end a livello diocesano per quei ragazzi e ragazze che desiderano approfondire il cammino in modo differenziato.

Negli incontri iniziali in parrocchia ci guideranno tre domande: Quando sono felice? Dove sono felice? Con chi sono felice?

Nella giornata a livello diocesano ai ragazzi saranno proposti alcuni modi di vivere il cammino della felicità e come alcune persone hanno scoperto questa via e la stanno vivendo.

Nell’incontro di ritorno in parrocchia ai ragazzi sarà proposta una riflessione sul battesimo, come momento da cui scaturisce l’appartenenza alla Chiesa, luogo in cui trovo la mia felicità e concorro alla felicità degli altri.

Nei due week-end di cammino differenziato saranno proposti la condivisione come segreto della felicità e le beatitudini evangeliche come strada della felicità.

Ogni incontro, pur inserito all’interno di una mappa, ha una sua autonomia per consentire a chi non partecipa a tutti di non sentirsi “tagliato fuori”.

Il materiale che proponiamo è una sorta di traccia e “cassetta degli attrezzi” che ogni equipe può personalizzare. Consigliamo comunque che non manchino mai alcuni aspetti: un riassunto degli incontri precedenti, una provocazione sul tema dell’incontro, un lavoro di gruppo/gioco per interiorizzare il tema, un momento di preghiera curato bene, un momento conviviale.

 

[1] cfr. CEI, Educare alla vita buona del Vangelo, Paoline 2010.

[2] Sale della terra e luce del mondo. Orizzonte pastorale diocesano, Diocesi di Verona 2016, 60.

[3] ib, 43-44.

[4] E. Ronchi, Le nude domande del Vangelo, San Paolo 2016, 9.

[5] M. Ferrari, Verso la strada che ti indicherò, Città Nuova 2016, 9-10.

[6] Congregazione per il Clero, Il dono della vocazione presbiterale, n. 11, Paoline 2017, 23.

[7] ib, 24.

[8] Papa Francesco, Giubileo dei Ragazzi, 24 Aprile 2016.

[9] Le nude domande del Vangelo, 12.

[10] Le nude domande del Vangelo, 29.

[11] cfr. Sale della terra e luce del mondo, 42.

[12] Francesco,  Incontro con i sacerdoti e i consacrati. Visita pastorale a Milano, 25.03.2017.