<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Seminario Vescovile di Verona</title>
	<atom:link href="http://www.seminarioverona.it/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.seminarioverona.it</link>
	<description>Il sito ufficiale del Seminario Vescovile di Verona</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 07:36:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il regno dei cieli è come un contadino&#8230;</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/il-regno-dei-cieli-e-come-un-contadino-2510.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/il-regno-dei-cieli-e-come-un-contadino-2510.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 07:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginnasio]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2510</guid>
		<description><![CDATA[In visita alla Fieragricola 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/il-regno-dei-cieli-e-come-un-contadino-2510.html/fieragricola" rel="attachment wp-att-2511"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2511" title="fieragricola" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/fieragricola-490x367.jpg" alt="" width="490" height="367" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcuni ragazzi del Ginnasio e Liceo del Seminario Minore, venerdì 3 febbario sono andati in visita ai padiglioni della Fieragricola 2012.</p>
<p>Un pomeriggio di formazione, curiosità, novità tecnologiche&#8230; all&#8217;insegna della natura e del creato!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/il-regno-dei-cieli-e-come-un-contadino-2510.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GINNASIO, UNA &#8220;COMUNITA&#8217;&#8221; CHE &#8220;SERVE&#8221;</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/ginnasio-una-comunita-che-serve-2502.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/ginnasio-una-comunita-che-serve-2502.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:23:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginnasio]]></category>
		<category><![CDATA[Minore]]></category>
		<category><![CDATA["Ginnasio"]]></category>
		<category><![CDATA[Seminario Minore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2502</guid>
		<description><![CDATA[La comunità del Ginnasio dice la sua identità attraverso il racconto delle esperienze vissute in questi mesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>Una Comunità in movimento</strong></p>
<p>In questa prima parte dell’anno formativo abbiamo fatto esperienza di una COMUNITÀ in MOVIMENTO. Le attività sportive come la biciclettata o l’arrampicata al King Rock ci hanno ispirati a un nuovo stile di vita di comunità. Abbiamo scoperto in questa attività che c’è un movimento di fiducia e di aiuto reciproco che ci lega tutti insieme. Il fidasi del compagno che sostiene la nostra corda mentre ci arrampichiamo è un impegno di nobiltà all’amicizia e all’apertura agli altri, e il continuare a pedalare perché dopo molta strada ci sarà amicizia  e delle persone che ci aspettano. Ci nobilita anche a un comportamento di costanza che ci spinge oltre le fatiche. Tutto questo si applica poi nella vita quotidiana della comunità e un comportamento costante e amichevole che ci porta tutti a un cammino di fiducia che ha come protagonisti noi e Gesù, nostro accompagnatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Il nostro servizio alla mensa dei poveri</strong></p>
<p>Il nostro vivere Betania si e&#8217;concretizzato quando siamo andati a servire alla mensa dei poveri dove abbiamo sperimentato la fatica e la gioia nel servire coloro che sono meno fortunati di noi.</p>
<p>L’esperienza ci ha fatto comprendere meglio la situazione del giorno d&#8217;oggi e ci ha dato l&#8221;occasione di rendere felici altre persone e di crescere come comunita&#8217;.</p>
<p>Seguendo anche l&#8221;esempio di Gesu&#8217; nel dare il cibo nella moltiplicazione dei pani abbiamo dato anche noi del cibo a chi non ne ha e per un giorno li abbiamo resi felici dove si trovano sempre disprezzati.</p>
<p>Come Marta abbiamo anche concretizzato al nostro servizio cosi crescendo in amicizia e fede.<a href="http://www.seminarioverona.it/ginnasio-una-comunita-che-serve-2502.html/bici-2011-ginnasio-9" rel="attachment wp-att-2503"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2503" title="Bici 2011 GINNASIO (9)" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/Bici-2011-GINNASIO-9-490x367.jpg" alt="" width="490" height="367" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/ginnasio-una-comunita-che-serve-2502.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GIORNATA DEL SEMINARIO</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[O.V.E.]]></category>
		<category><![CDATA[giornata del seminario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2370</guid>
		<description><![CDATA[Giornata di preghiera e di solidarietà per il Seminario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html/seminario-2" rel="attachment wp-att-2383"><img class="size-full wp-image-2383 aligncenter" title="Seminario" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/Seminario.jpg" alt="" width="120" height="132" /></a></p>
<p>Domenica 15 gennaio 2012, II del T.O., verrà celebrata in alcune parrocchie della nostra diocesi la Giornata di preghiera e di solidarietà per il Seminario. Per chi desidera, alleghiamo di seguito:</p>
<p>- il messaggio del Vescovo;</p>
<p>- il messaggio del Rettore</p>
<p>- il sussidio liturgico per l&#8217;animazione della celebrazione eucaristica.</p>
<p>Per quanto riguarda i volantini, dovrebbero essere stati consegnati nelle congreghe vicariali. Per eventuali problemi potete contattare direttamente il Seminario (0458399611).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html/messaggio-vescovo-gs-2011-3" rel="attachment wp-att-2378">Messaggio Vescovo Giornata del Seminario</a></p>
<p><a href="http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html/messaggio-rettore-gs-2011-2" rel="attachment wp-att-2379">Messaggio Rettore Giornata del Seminario</a></p>
<p><a href="http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html/sussidio-liturgico-2" rel="attachment wp-att-2380">Sussidio liturgico</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/giornata-del-seminario-2370.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Educare i giovani alla giustizia e alla pace</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/educare-i-giovani-alla-giustizia-e-alla-pace-2491.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/educare-i-giovani-alla-giustizia-e-alla-pace-2491.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 09:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ekklesia]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2491</guid>
		<description><![CDATA[Riflessioni sul Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale per la Pace 2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/omelia-del-santo-padre-ai-seminaristi-in-occasione-della-gmg-di-madrid-2361.html/joseph-52" rel="attachment wp-att-2395"><img class="aligncenter size-full wp-image-2395" title="Benedetto XVI a Madrid" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/Joseph-52.jpg" alt="" width="400" height="291" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’inizio di un nuovo hanno è per tanti l’occasione per riflettere e comunicare i propri sogni sul futuro. Anche papa Benedetto XVI si lascia coinvolgere in questa sana abitudine ed esprime i suoi pensieri, non però in un dialogo con pochi amici, ma nel Messaggio per la Celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2012). Il sogno del Santo Padre per il nuovo anno è che «sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace». La realtà fatta di guerre, ingiustizie, violenze, corruzione, diseguaglianze, sfruttamenti, povertà, potrebbe far pensare a un’utopia.</p>
<p>Ma papa Benedetto, come tutti gli uomini di fede e speranza, non ha paura di volare alto con il pensiero e lo fa anche in questo “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”. Di certo è consapevole di quanto sia difficile raggiungere questo “miraggio” e come sia necessario camminare in questa direzione insieme a tanti più compagni di strada possibile: cristiani, credenti, uomini di buona volontà. In particolare desidera coinvolgere in questo suo sogno i giovani, i quali «con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo».</p>
<p>Proprio loro infatti, anche nell’anno appena trascorso, hanno saputo in più occasioni uscire da quella «coltre di oscurità (…) scesa sul nostro tempo» dimostrando come non sia venuta meno in loro l’attesa dell’aurora e «il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro». E soprattutto ai ragazzi occidentali, che spesso si sentono come un peso e un rifiuto per la società contemporanea, suoneranno come controcorrente almeno due sottolineature del pontefice: il fatto che sono «un dono prezioso per la società» e l’alta considerazione del «contributo che possono e debbono offrire alla società».</p>
<p>L’invito che il papa fa ai giovani è quello di «avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente». E ancora: «Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione». L’attenzione di Benedetto XVI rimane su loro anche quando si rivolge più direttamente agli adulti, che hanno la responsabilità se quel sogno di giustizia e pace non si è ancora realizzato. Se solo alle giovani generazioni può e deve toccare il ruolo di protagoniste nella realizzazione di un nuovo mondo, alle generazioni più mature spetta almeno quello di essere sostegno e aiuto. Agli adulti, nelle varie componenti della società, il papa chiede in particolare di «essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare», di suscitare nei giovani «il desiderio di spendere (<em>la vita</em>) al servizio del Bene», di dare attenzione ai fermenti e alle spinte ideali delle generazioni più giovani, di garantire loro, attraverso l’impegno delle famiglie, delle istituzioni, della politica, dei media, «una vera educazione alla pace e alla giustizia».</p>
<p>Benedetto XVI si sofferma poi a sottolineare l’orizzonte di questa azione educativa. Non si può formare alla giustizia e alla pace, infatti, se non si insegna «ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano», se non si promuove un «retto uso della libertà», la quale nella sua forma autentica «non è l’assenza di vincoli o il dominio del libero arbitrio, non è l’assolutismo dell’io», ma una relazione giusta con gli altri e con Dio. Inoltre nell’educare alla giustizia e alla pace, bisogna avere ben presente quello che esse sono veramente. «La giustizia, infatti, non è una semplice convenzione umana», ma è determinata «dall’identità profonda dell’essere umano» e ha «radici trascendenti» che la legano indissolubilmente a solidarietà e amore. La pace non è «la semplice assenza di guerra» ed è insieme dono di Dio e anche «frutto della giustizia ed effetto della carità»; un’opera che gli adulti possono aiutare a costruire educando i giovani «alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità» e rendendoli attenti e partecipi nel «ricercare adeguate modalità di ridistribuzione della ricchezza, di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e di risoluzione dei conflitti».</p>
<p>Nella grande sfida lanciata ai giovani e a chi ha il compito di educarli, papa Benedetto XVI ricorda più volte come la Chiesa si ponga verso di loro con atteggiamento di speranza, fiducia, incoraggiamento e con il desiderio di offrire la sua vera ricchezza: «la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/educare-i-giovani-alla-giustizia-e-alla-pace-2491.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Accoglienza alla vita nascente</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/accoglienza-alla-vita-nascente-2486.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/accoglienza-alla-vita-nascente-2486.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 11:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ekklesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rivista "Slalom"]]></category>
		<category><![CDATA["vita" "slalom" "Benzi"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2486</guid>
		<description><![CDATA[Riflessione sulla vita di don Oreste Benzi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.seminarioverona.it/una-quaresima-di-giustizia-1086.html/crocifisso" rel="attachment wp-att-1087"><img class="aligncenter size-full wp-image-1087" title="chiesa" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/crocifisso.jpg" alt="" width="300" height="401" /></a></strong></p>
<p><strong>Accoglienza alla vita nascente:</strong></p>
<p><strong>“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli &#8230;”</strong></p>
<p><strong> </strong><strong><em>Don Oreste Benzi </em></strong><strong>– </strong>Fondatore dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII</p>
<p>(allegato di SLALOM di gennaio-febbraio 2012)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La festa della vita</strong></p>
<p>Parto da questa constatazione di fatto: noi salveremo sempre più facilmente la vita delle creature più piccole, dei bimbi fin dal seno materno, se svilupperemo la globalità della festa della vita.</p>
<p>La difesa della vita contiene in sé la festa della vita. Soprattutto gli adolescenti e i giovani avvertono quando l’incontro con Dio è festa, è gioia, è simpaticità di vita. La salvezza della vita nel seno materno diventerà sempre più possibile nella misura che tutti gli uomini avranno il canto<strong> </strong>della vita, l’entusiasmo della vita. E allora parto proprio dalla funzione, dalla missione, dalla bellezza della vita dei nostri portatori di handicap.</p>
<p>Mi viene in mente la parola di Geremia al capitolo 30: in un fascio di luce profetico descrive come sarà il futuro popolo di Dio, che così risponderà all’amore di Dio. Cammineranno sulla via piana, dice il profeta, e tra di loro ci saranno lo zoppo, il cieco, la donna incinta e la partoriente. Sono quattro espressioni della debolezza dell’essere umano. Geremia ci fa capire come, quanto più è debole l’essere umano, tanto più il suo ruolo è fondamentale. E sottolinea che lo zoppo, il cieco, la donna incinta e la partoriente cammineranno in mezzo al suo popolo. Questo significa che il passo del popolo di Dio è segnato proprio da queste categorie di persone più deboli.</p>
<p>Quando si parla della donna incinta – mi rifaccio a Isaia 54, 1 – non si intende soltanto la donna che porta in grembo il bambino, ma anche la donna che rigenera nell’amore il bambino. La procreazione biologica, infatti, è soltanto l’inizio dell’esistenza, che continua a generarsi. Si diventa veramente padre e madre nella misura che si rigenera nell’amore. Questo lo constato tutti i giorni nelle duecentosessantacinque Case Famiglia che abbiamo attualmente nella Comunità Papa Giovanni XXIII, caratterizzate dalla presenza di figure genitoriali stabili e continuative, dove, accanto ai figli naturali, crescono i figli rigenerati nell’amore.</p>
<p>In ogni stato di vita si può e si deve esercitare la paternità e la maternità. Sia nello stato coniugale che nello stato verginale e in quello di singoli. La vita diventa veramente tale quando viene rigenerata ogni giorno. Il legame fisiologico è fragile, ma il legame spirituale e soprannaturale diventa una fortezza. Quanto più crescerà la conoscenza del dono della vita, e lo rispetteremo e lo vivremo, tanto più salveremo i bambini fin dal concepimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giustizia: dall’annuncio agli atti concreti</strong></p>
<p>L’annuncio della giustizia deve essere trasformato in atti di giustizia, altrimenti questo annuncio diventa fragile, e a volte diventa irrisione.</p>
<p>Faccio un esempio. Questa sera, a Rimini, celebreremo la giornata internazionale indetta dalle Nazioni Unite per la lotta alla povertà estrema. La celebreremo in piazza, invitando tutti i cosiddetti “barboni” e tutti coloro che sono soli, abbandonati, diseredati, miserabili. Ce ne sono tanti anche se spesso non ci accorgiamo di loro, non li consideriamo, non li vediamo neppure. Questa sera canteremo, danzeremo e gioiremo con loro, perché siamo tutti figli di Dio e – come ha detto P. Angelo <em>(vedi capitolo 1 &#8211; ndr) </em>- senza nessun privilegio. Ma questa attenzione ai più poveri non si può ridurre ad una festa, ad una serata all’anno finita la quale queste persone spariscono dalla nostra vita.</p>
<p>A Rimini, dal 1989, il nostro pulmino bianco tutte le sere va alla stazione ferroviaria, e i nostri fratelli, per lo più giovani, vanno a salutare quelli che non sono salutati da nessuno, che sono trattati come quei “cani della terra”di cui parla la Sacra Scrittura. Non ci vuole molto a riconoscerli: l’odore dei piedi è inconfondibile. Una volta individuati, i nostri giovani si mettono a sedere loro accanto, finché si svegliano. Allora inizia il dialogo: «Come stai?» e si fa loro la proposta: «Vuoi venire a dormire stanotte nella Capanna di Betlemme?» (noi di queste strutture ne abbiamo in diverse città d’Italia). La prima reazione di solito è di meraviglia: «Ma come? Perché ti interessi di me?».</p>
<p>La regola che abbiamo è questa: i poveri che non ci vengono a cercare, dobbiamo andare a cercarli noi. Perché se li amiamo davvero, non possiamo non dimostrarglielo. Se io dormo tranquillamente nel mio letto, nella mia stanza, nella mia camera, e il mio fratello non ha dove posare il capo, come faccio a dormire in tranquillità?</p>
<p>C&#8217;è un vuoto d’amore. Certe cose si capiscono solo se si ama, e allora perché non mi devo muovere per i miei fratelli e non devo correre da loro? Il Signore ci ha costituiti come popolo, e un popolo che lascia indietro qualcuno dei suoi membri non è un popolo ma un’accozzaglia di gente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi è intollerante?</strong></p>
<p>La stessa consapevolezza è quella che ci spinge ad andare a pregare davanti agli ospedali dove si praticano gli aborti. Alcuni ci criticano dicendo: «Andate a pregare in chiesa!». «Questo già lo facciamo – rispondiamo noi – ma quando Gesù viene crocifisso in questi piccoli, perché io non devo andare a piangere vicino a loro, mentre vengono straziati, mentre vengono così crocifissi?». Ci accusano anche di essere intolleranti. Ma noi rispondiamo: «Forse sono tolleranti quelli che dentro stanno ammazzando questi piccoli innocenti? ».</p>
<p>È necessario cambiare il nostro linguaggio: ogni parola che non è vera è un tradimento. E i più deboli patiscono. Se io difendo la vita di un mio fratello che viene ammazzato sono intollerante? Dovrei forse stare zitto e pregare di nascosto?</p>
<p>Quanti bambini invece sono stati salvati dalla preghiera, proprio mentre eravamo lì davanti all’ospedale! A Forlì, una mattina, una coppia che andava ad abortire si è fermata sentendo la nostra preghiera. Sono venuti da me, abbiamo parlato un po’ e poi è arrivata la decisione: «Non ce la sentiamo più di andare ad abortire». Così è nato un bimbo bellissimo.</p>
<p>Un’altra volta eravamo a Rimini, sempre in preghiera. Una giovane coppia che stava andando ad abortire si è avvicinata per parlare con una nostra volontaria: lui aveva diciotto anni e lei diciannove. Ad un certo punto, quando abbiamo finito il rosario, hanno chiamato anche me. Io mi sono rivolto alla giovane mamma e le ho detto: «Ascolta il tuo bambino. In questo momento lui ti dice: “Mamma, perché mi vuoi uccidere?”». Perché questa è la realtà dei fatti. Non dobbiamo parlare di “interruzione della maternità” ma di omicidio premeditato, con l’aggravante che chi è ucciso non si può difendere! Dobbiamo dire con chiarezza che nell’aborto ci sono due feriti: uno, il figlio, ferito mortalmente, l’altra, la mamma, che rimarrà ferità per tutta la vita. «Se proprio non vuoi tenere con te il bambino – ho detto a quella mamma – lascialo vivere, e troveremo qualcuno che porterà avanti il tuo amore». Lei allora ha reclinato la testa sulla spalla e ha cominciato a piangere dicendo: «Lo tengo!».</p>
<p>Ogni vita ha un valore inestimabile: è un’opera di Dio. Per questo bambino salvato, quando ha compiuto un anno, i genitori hanno fatto una festa meravigliosa, alla quale hanno partecipato molti giovani. Perché i giovani si riuniscono in atti concreti di liberazione dell’umanità. Se li inviti a sentire solo conferenze, non viene nessuno. Dobbiamo invitarli alla “conferenza della vita”. Quella vita promessa da Gesù: «Chi viene dietro a me avrà la luce della vita».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La rivoluzione della condivisione</strong></p>
<p>Noi dobbiamo dare ai poveri le risposte di cui i poveri hanno bisogno, non quelle che fanno comodo a noi. E allora occorre una rivoluzione: quella della condivisione. Ma non è facile, soprattutto quando si tratta di viverla tutti i giorni della settimana, tutte le settimane del mese, tutti mesi dell’anno, tutti gli anni della vita. Per questo io dico sempre che per stare in piedi bisogna stare in ginocchio, altrimenti si fanno degli scivoloni enormi. E per questo motivo in tutte le nostre Case Famiglia, sia in Italia che negli altri Paesi del mondo in cui siamo presenti, come dono del Vescovo abbiamo la cappellina con Gesù eucaristia.</p>
<p>Una di queste Case Famiglia è quella di Domenico, di Catania, oggi in Sri Lanka.  Nove anni fa, prima di partire per la missione, lui e la moglie avevano detto: «Adesso basta con le accoglienze» perché la loro Casa Famiglia era piena. Sui giornali comparve però la notizia di un bambino idrocefalo, da sette mesi in ospedale in attesa di qualcuno che lo accogliesse. Domenico e la moglie, nonostante la decisione presa, andarono a trovarlo in ospedale e si dissero: «Non possiamo lasciarlo qui». Andarono a parlare con i medici chiedendo perché non fosse stato fatto l’intervento chirurgico per il deflusso. «Noi curiamo la qualità della vita, non la quantità della vita» si sentirono rispondere. Per i medici quel bambino era solo un ammasso di cellule.</p>
<p>Allora Domenico mi telefonò spiegandomi la situazione. Gli dissi di avvisare i medici che, se si fossero rifiutati di operare il bambino, avremmo fatto una cagnara tale che non se la sarebbero più dimenticata. Alberto – questo il nome che è stato dato al piccolo – appena fatto l’intervento aprì gli occhi: due occhi azzurri, stupendi. Alberto è vissuto solo sette anni, ma il bene che ha fatto lui nella formazione delle coscienze io non l’ho fatto in tutta la mia vita. Perché chiunque accosta uno di questi piccoli, diventa più umano. È il senso di Dio che lo prende, è il senso di Dio che entra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>«Perché non sei venuta a prendermi prima?»</strong></p>
<p>Una mamma di una nostra casa famiglia, tre figli suoi e quattro accolti in affidamento, era incinta. La piccola Alice che lei aveva accolto togliendola dall’istituto, vedendo la mamma con il pancione, un giorno, come fanno spesso i bambini, le ha chiesto: «Mamma, sono stata anch’io nel tuo pancione?». E la mamma: «Tu, cara Alice, hai un’altra mamma, che ti vuole bene ma che non poteva più tenerti. Allora mi ha detto: ”Me la prendi tu la mia Alice?”. E io ti ho presa. Ma da sempre io ti avevo pensata».</p>
<p>Per un periodo la piccola faceva spesso alla mamma la stessa domanda, ottenendo la medesima risposta. Finché un giorno le ha detto: «Sì, lo so, che ho un’altra mamma, che mi vuole bene e non mi può tenere… ma perché non mi sei venuta a prendere prima?».</p>
<p>La legge 149 del 2001 ha stabilito che entro il 2006 nessun minore potrà più essere collocato in un istituto. Possa il Signore darci la grazia che tutte le famiglie cattoliche facciano a gara per accogliere i bambini soli!</p>
<p>I nostri ragazzi, i nostri bambini sono esasperati dalla solitudine. L’unica loro compagnia, spesso, è la televisione, per ore e ore. I bambini che possono condividere l’amore di papà e mamma con altri bambini accolti come figli e fratelli, invece, maturano precocemente nel senso della responsabilità e del dono di sé.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Soccorrere la vita ferita</strong></p>
<p>Questo è il rispetto della vita: correre dove la vita è ferita! Perché possiamo veramente correre dove la vita viene uccisa, dobbiamo correre dove la vita è ferita.</p>
<p>Un giorno mi trovavo in un ricovero per anziani: c’erano undici vecchietti, come me. Ho chiesto: «Posso stare con voi?». «Certo, padre». Dopo un po’ che parlavamo, ho chiesto: «Ma perché siete qui?». Uno di loro, con la voce strozzata, ha detto: «Abbiamo tolto l’incomodo». Ecco: la cultura della vita si afferma prima con gli atti che con le parole. Il vero ricovero degli anziani è il cuore dei figli!</p>
<p>S. Agostino dice che «in <em>ordo essendi</em>, prima viene la fede, ma in <em>ordo operandi</em>, prima viene la carità e poi la fede». In altre parole: comincia ad amare, che poi comincerai anche a credere! Questo vale specialmente per giovani. Quando uno di loro mi dice: «Ma io non credo&#8230;», io rispondo: «E chi ti chiede di credere? Gesù ti dice: “Vieni e seguimi!”».</p>
<p>Dobbiamo correre ovunque la vita è ferita: ecco il movimento per la vita! Correre perché dove la vita è ferita venga curata, e perché la vita non venga più uccisa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dall’io al noi</strong></p>
<p>Penso spesso alla Madonna al fianco della croce. Io credo che quelli che si battevano il petto vedendo Gesù crocifisso, prima di tutto erano colpiti dalla Mamma ai piedi della croce. È lei, la Madonna, che porta i cuori a Gesù.</p>
<p>Così avviene oggi per tutte le ragazze, le donne, la mamme che rigenerano nell’amore creature con handicap gravi e gravissime. Vedendo il loro amore gratuito, totale, continuativo, la gente si converte e si diffonde un mondo nuovo.</p>
<p>Oggi, come dicono i nostri Vescovi, ci troviamo di fronte ad un “io” gigantesco a confronto con un “noi” piccolo piccolo. Se riusciremo a capovolgere il rapporto di forza tra l’”io” e il “noi”, nel nostro cuore, nella nostra famiglia, nella nostra parrocchia ci sarà posto per tutti. Dobbiamo toglierci dall’incapsulamento in noi stessi, che ci fa vedere l’altro come strumento di cui ci si serve, come occasione di cui si approfitta, come incomodo da far fuori. «Io sono venuto perché gli uomini abbiano la vita e l’abbiano abbondantemente» ci ha detto Gesù. In lui dobbiamo attuare la rivoluzione dell’amore: amare per primi, amare gratuitamente, amare anche di amore apparentemente inutile, perché quella è la dimostrazione che tu sei veramente amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/accoglienza-alla-vita-nascente-2486.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per essere conformati a Cristo</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/per-essere-conformati-a-cristo-2482.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/per-essere-conformati-a-cristo-2482.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 20:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liceo]]></category>
		<category><![CDATA[croce]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[terza liceo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2482</guid>
		<description><![CDATA[I ragazzi di Terza Liceo hanno ricevuto la consegna della Croce]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/per-essere-conformati-a-cristo-2482.html/consegna-della-croce-iii-l-45" rel="attachment wp-att-2483"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2483" title="per essere conformati a cristo" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/Consegna-della-croce-III-L-45-490x367.jpg" alt="" width="490" height="367" /></a></p>
<p>I sette giovani della Terza Liceo 2011-2012 domenica 18 dicembre hanno vissuto la Consegna della Croce. Con questo gesto si impegano ad essere testimoni di Cristo Crocifisso e Risorto in ogni momento e situazione della loro vita, nella loro comunità di Seminario e a casa.</p>
<p>Alla presenza delle loro famiglie, dei compagni e di tutta la famiglia del Seminario hanno ricevuto dal Prorettore don Floriano la croce che loro stessi si sono preparati con grande cura.</p>
<p>Ora per loro è il momento di conformare la vita a Gesù!</p>
<p>Buon cammino&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/per-essere-conformati-a-cristo-2482.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il vescovo incontra il Minore</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/il-vescovo-incontra-il-minore-2478.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/il-vescovo-incontra-il-minore-2478.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 20:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Minore]]></category>
		<category><![CDATA[Ginnasio]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo]]></category>
		<category><![CDATA[Medie]]></category>
		<category><![CDATA[zenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2478</guid>
		<description><![CDATA[Le comunità del Seminario Minore raccontano il loro incontro con il vescovo Giuseppe Zenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/il-vescovo-incontra-il-minore-2478.html/p1080791" rel="attachment wp-att-2479"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2479" title="vescovo minore" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/P1080791-490x367.jpg" alt="" width="490" height="367" /></a></p>
<p>Anche quest‘anno il nostro amato vescovo, mons. Giuseppe Zenti , ha voluto incontrare le comunità del Seminario Minore.</p>
<p>Il 13 ottobre ha incontrato il Ginnasio:«Il vescovo ci ha raccontato della sua vita prima dell’Ordinazione sacerdotale mettendo in evidenza come il Signore entra nella vita delle Sue creature per farle avvicinare a Lui. Ci ha detto di avere una personalità forte, avendo sempre il coraggio di chiedersi : “Ciò che sto facendo è gradito a Gesù?”».</p>
<p>Il Liceo l’ha incontrato il 27 ottobre: «Da questo incontro abbiamo avuto una forte spinta nella nostra vita quotidiana e un forte aiuto nell’avere il coraggio di testimoniare Gesù».</p>
<p>La comunità delle Medie ha avuto l’incontro l’8 novembre: «La cosa più bella che il nostro Vescovo ci ha detto è stata che lo stare  insieme e il vivere in comunità sono il nostro punto di forza.  La comunità senza ciascun componente non vale nulla».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/il-vescovo-incontra-il-minore-2478.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Avvento 2011</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/avvento-2011-2467.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/avvento-2011-2467.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 14:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ekklesia]]></category>
		<category><![CDATA[Focus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2467</guid>
		<description><![CDATA["È apparsa la bontà del Signore nostro Dio".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.seminarioverona.it/avvento-2011-2467.html/post_aggscansione0003" rel="attachment wp-att-2469"><img class="aligncenter size-full wp-image-2469" title="Re Magi" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/post_aggscansione0003.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;È appa</em><em>rsa la</em><br />
<em>bontà del Signore</em><br />
<em>nostro Dio&#8221;.</em></p>
<p>Tutto il tempo dell’Avvento, della Manifestazione del Signore, si illumina di questa bontà di Dio apparso nel mondo. Il Natale è tutto soffuso di questa luce che, dal volto del bambino, risplende sul mondo intero. Può accadere che alcuni, o molti, per tanti motivi, siano distratti o lontani o indifferenti al messaggio evangelico e alla vita della chiesa, e tuttavia, anch’essi sono toccati da questa bontà del nostro Dio che è apparso sulla terra.<br />
Misteriosamente ma realmente, la Grazia,cioè l’amore gratuito di Dio come la luce del sole, raggiunge ogni uomo e riveste di bellezza e di speranza ogni situazione. Siamo invitati alla gioia riconoscente per questo dono natalizio che ci esorta, nel nostro piccolo, alla quotidiana amorevolezza verso tutti. Questo strumento di preghiera ci aiuti, in famiglia, in gruppo o da soli, ad aprire la porta a Colui che viene.</p>
<p style="text-align: right;">Mons. Roberto Tebaldi<br />
Vicario episcopale per la Pastorale</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/avvento-2011-2467.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tempus tacendi</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/2454-2454.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/2454-2454.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 14:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività comunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Maggiore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=2454</guid>
		<description><![CDATA[Impegni comunitari 2011-2012]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/2454-2454.html/marta-maria" rel="attachment wp-att-2457"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2457" title="Marta Maria" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/Marta-Maria-403x490.jpg" alt="" width="403" height="490" /></a></p>
<p>Come comunità della Teologia abbiamo deciso di sottolineare il tema diocesano dell&#8217;ascolto perchè ci possa accompagnare lungo quest&#8217;anno. Lo slogan che abbiamo scelto è &#8220;tempus tacendi&#8221; che si accompagna all&#8217;icona biblica di Marta e Maria.</p>
<p>Qui sotto il link con gli impegni presi nella vita comunitaria per il 2011-2012</p>
<p><a href="http://www.seminarioverona.it/2454-2454.html/impegni-comunitari-ok-2011-2012" rel="attachment wp-att-2455">Impegni comunitari 2011-2012</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/2454-2454.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Istituzione Lettori e Accoliti</title>
		<link>http://www.seminarioverona.it/istituzione-lettori-e-accoliti-724.html</link>
		<comments>http://www.seminarioverona.it/istituzione-lettori-e-accoliti-724.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività comunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Le classi]]></category>
		<category><![CDATA[Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi di verona]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Zenti]]></category>
		<category><![CDATA[IIIª Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[IVª Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[San Massimo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.seminarioverona.it/?p=724</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 8 dicembre: nuovi lettori ed accoliti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seminarioverona.it/istituzione-lettori-e-accoliti-724.html/img_5445" rel="attachment wp-att-2446"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2446" title="Lettori e Accoliti" src="http://www.seminarioverona.it/wp-content/uploads/img_5445-490x275.jpg" alt="" width="490" height="275" /></a></p>
<p>Giovedì 8 dicembre alle ore 16.00 il vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, presso la Chiesa san Giuseppe del Seminario di San Massimo, presiederà la celebrazione eucaristica di Istituzione dei nuovi Lettori e Accoliti della diocesi di Verona, provenienti dal Seminario e dagli altri istituti religiosi presenti in diocesi.</p>
<p>Siamo tutti invitati a partecipare!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.seminarioverona.it/istituzione-lettori-e-accoliti-724.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

