Chiamati ad una via che conduce all’amore

adorazione vocazionale missionaria

Chiamati ad una via che conduce all’amore

ADORAZIONE VOCAZIONALE MISSIONARIA

 

CANTO ED ESPOSIZIONE

 

SILENZIO

 

Lettore 1:

Stupisce un Dio che ha scelto di rendersi presente alla nostra vita con un segno così semplice come è il Pane Eucaristico. Il pane dice la fame che l’uomo porta dentro, fame a tutti i livelli: fame di senso, di pace, di giustizia, di amore, di dignità, di fiducia, di dialogo, di perdono. E per tutta questa fame e sete di vita, Dio si offre per sfamarci e dissetarci.

 

Lettore 2:

Ogni cristiano è chiamato dal battesimo a farsi missione e a pregare per le vocazioni, sottolinea Papa Francesco nell’Esortazione Evangelii Gaudium, nella certezza «che Gesù cammina con lui, parla con lui, respira con lui, lavora con lui. Sente Gesù vivo insieme con lui nel mezzo dell’impegno missionario». Accostiamoci quindi alla sorgente di ogni vocazione: Cristo vivo in mezzo a noi.

 

Celebrante:

Preghiamo. Signore, siamo in cammino per ascoltare le tue parole. Apri il nostro cuore al mistero del Regno che vuoi costruire anche grazie a noi su questa terra. Aiutaci a rispondere con gioia alla sete più profonda che è in noi. Il cielo sopra di noi ci ricordi che siamo parte di un grande disegno di amore. Fa che diventiamo annunciatori delle meraviglie che operi nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

Assemblea: Amen.

 

SALMO 139 (a cori alterni)

Signore, tu mi scruti e mi conosci,

tu sai quando seggo e quando mi alzo.

Penetri da lontano i miei pensieri,

mi scruti quando cammino e quando riposo.

 

Ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora sulla lingua

e tu, Signore, già la conosci tutta.

 

Alle spalle e di fronte mi circondi

e poni su di me la tua mano.

Stupenda per me la tua saggezza,

troppo alta, e io non la comprendo.

 

Dove andare lontano dal tuo spirito,

dove fuggire dalla tua presenza?

Se salgo in cielo, là tu sei,

se scendo negli inferi, eccoti.

 

Se prendo le ali dell’aurora

per abitare all’estremità del mare,

anche là mi guida la tua mano

e mi afferra la tua destra.

 

Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra

e intorno a me sia la notte»;

nemmeno le tenebre per te sono oscure,

e la notte è chiara come il giorno;

per te le tenebre sono come luce.

 

Quanto profondi per me i tuoi pensieri,

quanto grande il loro numero, o Dio;

se li conto sono più della sabbia,

se li credo finiti, con te sono ancora.

 

Sei tu che hai creato le mie viscere

e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;

sono stupende le tue opere,

tu mi conosci fino in fondo.

 

Non ti erano nascoste le mie ossa

quando venivo formato nel segreto,

intessuto nelle profondità della terra.

 

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno.

 

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,

provami e conosci i miei pensieri:

vedi se percorro una via di menzogna

e guidami sulla via della vita.

 

SILENZIO

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi quelli che vi lavorano! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi chi lavori nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate di quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “E’ vicino a voi il regno di Dio”.

 

SILENZIO

 

Lettore 3:

Dio ci ha chiamati alla vita. Ha un sogno-progetto su ciascuno di noi. Per la nostra riuscita. La nascita stessa è vocazione a vivere con passione l’esistenza. Le mani di Dio che hanno modellato con amore la nostra esistenza, ci proteggono con amore, perché il dono ricevuto si esprima in pienezza nella scelta di vita pensata da Dio per noi.

 

Padre nostro…

 

Celebrante:

O Padre, che provvedi alla tua Chiesa gli operai del Vangelo, effondi, in una rinnovata Pentecoste, il tuo Spirito di pietà e di fortezza, perché susciti nel tuo popolo annunziatori entusiasti, forti e miti della Parola che ci salva. Per Cristo nostro Signore.

Assemblea: Amen.

 

BENEDIZIONE

 

CANTO FINALE